ISO 9001:2026: l’evoluzione della qualità
Il passato 16 settembre 2026 è stata pubblicata la sesta versione dello standard di riferimento per i sistemi di gestione della qualità ISO 9001, la più usata in Italia fra le 22 mila (e passa) certificazioni ISO disponibili. Dopo oltre dieci anni dall’ultima versione, la norma si aggiorna per rispondere a un contesto aziendale profondamente cambiato. Basti pensare che nel 2015 l’intelligenza artificiale era ancora lontana dalla quotidianità delle aziende. Oggi, invece, sta trasformando processi, modelli di business e modalità di lavoro in numerosi settori.
La qualità oggi non riguarda soltanto la conformità di un prodotto o di un processo, ma anche la capacità dell’organizzazione di prendere decisioni, gestire il cambiamento, anticipare i rischi e migliorarsi continuamente.
Per le aziende certificate ISO 9001:2015, quindi, è il momento di capire cosa cambia, verificare cosa è già presente nel proprio sistema e pianificare la transizione.

I sei punti chiave della nuova ISO 9001:2026 (Basato sulle raccomandazioni ISO)
Ecco i sei punti chiave della nuova ISO 9001:2026 e ciò che possono significare concretamente per le organizzazioni.
1. La qualità parte dalle persone
La nuova ISO 9001 rafforza il ruolo della leadership, della cultura della qualità e del comportamento etico. Il management deve creare le condizioni perché la qualità faccia realmente parte del modo quotidiano di lavorare.
Come? Promuovendo concretamente la qualità, coinvolgendo le persone, integrandole nei processi decisionali e adottando comportamenti coerenti con gli obiettivi del sistema di gestione.
Anche la pianificazione e la gestione del cambiamento assumono un ruolo importante: in un contesto in cui il cambiamento è sempre più rapido e continuo, capacità di adattamento e innovazione diventano elementi essenziali per le organizzazioni e di conseguenza per le persone.
Per essere efficace, il cambiamento deve però essere gestito attraverso un approccio strutturato, che tenga conto di:
- obiettivi e finalità del cambiamento;
- possibili conseguenze e impatti sull’organizzazione;
- risorse disponibili e necessarie;
- responsabilità e ruoli coinvolti.
La qualità, quindi, riguarda le procedure e anche le modalità con cui le persone prendono decisioni, comunicano informazioni e affrontano i problemi.
La ISO 9001:2026 rafforza inoltre il tema della consapevolezza: le persone devono conoscere ciò che fanno, ma anche comprendere come il proprio comportamento possa influire sulla conformità, sulla qualità dei processi e sulla fiducia di clienti e partner.
In questo contesto, formazione, onboarding e attività di sensibilizzazione diventano strumenti concreti per consolidare la cultura della qualità.
Alcune domande che possono aiutare a capire quanto questa cultura sia realmente presente nell’azienda sono:
- I dati vengono registrati correttamente?
- Le anomalie e i near miss vengono segnalati?
- Le persone si sentono libere di evidenziare le criticità?
- La direzione dà concretamente il buon esempio?
Sono domande che portano la gestione della qualità da un livello documentale a un livello organizzativo e culturale.
2. Il controllo dei cambiamenti operativi
La clausola dedicata al controllo dei cambiamenti, dedicata al controllo dei cambiamenti, rafforza l’importanza di assicurarsi che le modifiche operative siano valutate, implementate e monitorate in modo efficace.
Questo riguarda, ad esempio, cambiamenti relativi a fornitori, metodi produttivi, processi, macchinari e attrezzature, software e strumenti digitali.
Il punto centrale è semplice; un cambiamento non dovrebbe essere soltanto “fatto”, ma gestito e verificato per comprendere il suo impatto sulla qualità e sui risultati del processo.
3. Conoscenza organizzativa, digitalizzazione e resilienza
Tecnologie digitali, intelligenza artificiale e supply chain sempre più complesse fanno ormai parte della quotidianità di molte aziende. Per questo, la nuova edizione rafforza l’importanza di considerare come questi fattori possano influire sulla capacità dell’organizzazione di garantire risultati di qualità costanti nel tempo.
Un aspetto particolarmente importante riguarda la conoscenza organizzativa: competenze e informazioni critiche devono essere mantenute, condivise e rese disponibili alle persone che ne hanno bisogno. Una gestione strutturata di questo aspetto favorisce anche una maggiore tracciabilità, utile per comprendere come fornitori, partner esterni, supply chain e tecnologie integrate possano influenzare le performance qualitative e quantitative dell’organizzazione.
Questo è particolarmente rilevante nelle aziende caratterizzate da un’elevata rotazione del personale e fornitori. Conservare e trasferire in modo strutturato conoscenze e competenze permette di ridurre il rischio di perdere know-how fondamentale quando una persona lascia l’organizzazione.
Allo stesso tempo, le tecnologie emergenti possono creare nuove opportunità, ma richiedono un’integrazione consapevole e coerente coi processi aziendali. È quindi importante valutare non solo i possibili benefici, ma anche i nuovi rischi introdotti dalle tecnologie e il loro potenziale impatto sull’organizzazione.
4. Supply chain, fornitori esterni e resilienza
La qualità di un’azienda non dipende sempre e soltanto da ciò che accade al suo interno. Fornitori, partner e processi esternalizzati possono avere un impatto diretto sulla capacità dell’organizzazione di garantire determinati standard di qualità.
Per questo diventa sempre più importante comprendere quanto sia resiliente la supply chain di fronte a variazioni e situazioni che l’azienda non può controllare direttamente.
È necessario valutare i fornitori però anche comprendere in profondità i rischi della supply chain, le possibili interruzioni e le conseguenze che queste possono avere sulla continuità e sulla qualità dei processi.
5. Rischi e opportunità
Il risk-based thinking era già presente nella ISO 9001:2015. La nuova edizione rende però più chiara la distinzione tra la gestione dei rischi e la ricerca di opportunità, creando così la opportunity-based thinking che rafforza un approccio più proattivo alle decisioni, crescita,
innovazione e al miglioramento continuo. Chiedersi: “Cosa potrebbe andare storto?”, ma anche: “Dove possiamo migliorare?”
Mentre i rischi possono riguardare, ad esempio, malfunzionamenti dei processi, insoddisfazione dei clienti o problemi della supply chain, le opportunità, invece, possono riguardare l’ingresso in nuovi mercati, il miglioramento dei processi, una migliore esperienza del cliente, l’utilizzo di strumenti digitali oppure una maggiore collaborazione interna ed esterna.
Questa distinzione aiuta l’organizzazione a bilanciare resilienza e agilità, trasformando il miglioramento continuo in un processo decisionale più strutturato e basato sui dati.
6. Cambiamento climatico: dall’attenzione ambientale alla valutazione del rischio
Nel 2024 era già stato introdotto un emendamento alla ISO 9001:2015 che chiedeva alle organizzazioni di considerare se il cambiamento climatico fosse un fattore rilevante per il proprio contesto.
La ISO 9001:2026 mantiene questa considerazione all’interno del nuovo standard.
Per le aziende che avevano già recepito correttamente l’emendamento del 2024, quindi, non si tratta necessariamente di una novità assoluta.
Il punto centrale è valutare come il cambiamento climatico possa influire concretamente sull’organizzazione.
Per esempio:
- temperature più elevate possono influenzare determinati processi produttivi o condizioni di conservazione;
- eventi meteorologici estremi possono compromettere infrastrutture e continuità operativa;
- variazioni nella disponibilità di materie prime possono avere ripercussioni sulla produzione.
La sostenibilità non è più un valore aggiunto: è già parte dell’analisi tecnica necessaria.

E cosa NON cambia?
Numerosi sono i punti che rimangono inalterati e centrali nella ISO 9001:2026:
- Orientamento al cliente;
- Approccio per processi;
- Approccio Plan-Do-Check-Act (PDCA) come metodo per il miglioramento continuo;
- Gestione dei rischi;
- Monitoraggio delle prestazioni e valutazione dell’efficacia del sistema, con una maggiore attenzione all’utilizzo efficace dei dati a supporto delle decisioni;
- Gestione delle informazioni documentate.
ISO stessa presenta la revisione come un’evoluzione del modello esistente, con l’obiettivo di renderlo più chiaro, utilizzabile e coerente con le esigenze delle organizzazioni moderne.
ISO 9001:2026: quanto tempo c’è per la transizione?
Le indicazioni pubblicate da la ISO prevedono che le organizzazioni certificate abbiano tempo fino al 30 settembre 2029 per completare la transizione alla ISO 9001:2026. La transizione potrà essere effettuata, a seconda del caso, durante un audit di sorveglianza, un audit di ricertificazione oppure attraverso uno specifico audit di transizione.
Da dove partire? Dalla Gap Analysis
Per un’azienda certificata ISO 9001:2015, il primo passo concreto verso la nuova edizione è una Gap Analysis, che significa confrontare il sistema di gestione esistente con i requisiti della ISO 9001:2026 per capire cosa è già allineato, cosa deve essere aggiornato e dove sono necessari nuovi interventi.
La Gap Analysis dovrebbe rispondere a quattro domande:
✓ Cosa è già conforme?
Quali elementi del sistema funzionano già e possono essere mantenuti?
✓ Cosa deve essere aggiornato?
Quali procedure, processi, documenti o modalità operative devono essere adeguati?
✓ Cosa deve essere approfondito?
Quali aree richiedono un’analisi più approfondita tra leadership, cultura della qualità, rischi e opportunità, gestione del cambiamento e consapevolezza delle persone?
✓ Quali processi richiedono maggiore attenzione?
Dove si concentrano i principali gap e quali interventi devono essere pianificati per affrontarli?
Il nuovo Annex A: una guida da utilizzare
Un elemento importante della nuova edizione è il nuovo Annex A, che fornisce chiarimenti e indicazioni utili per comprendere meglio alcuni concetti e requisiti della norma.
Per questo rappresenta uno strumento importante da considerare durante la pianificazione della transizione, collegando i requisiti al contesto reale dell’organizzazione, le evidenze e dati disponibili per identificare quali processi sono strategici per raggiungere gli obiettivi di qualità.
In questo modo la Gap Analysis diventa uno strumento per capire dove si trova oggi l’organizzazione, dove vuole arrivare e quali azioni sono necessarie per colmare il divario. Basandosi su informazioni concrete: indicatori di performance, risultati degli audit, non conformità, feedback dei clienti, dati sui processi e altre evidenze disponibili. Il risultato finale dovrebbe quindi essere una roadmap di transizione, con priorità, responsabilità, risorse e tempi definiti.

La ISO 9001:2026 non chiede di fare di più. Chiede di lavorare meglio.
Il valore della ISO 9001:2026 risiede nel rendere il sistema pronto per le sfide di domani.
La nuova edizione non trasforma la qualità in un nuovo insieme di documenti da produrre.
Il messaggio più interessante è un altro: la qualità deve essere sempre più integrata nel modo in cui l’azienda decide, lavora e migliora. E in un contesto in cui digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando rapidamente processi e modalità di lavoro, avere un sistema di gestione capace di adattarsi diventa ancora più importante.
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